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Gianni Nazzaro in teatro con “Penso che un sogno così …” |
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Un “viaggio” tra attività professionale e la più intima sfera privata fatto utilizzando una “macchina del tempo” davvero speciale: la musica di Domenico Modugno, quei brani che sono stati la colonna sonora di intere generazioni ed attraverso i quali è stato anche raccontato un “pezzo” importante del ‘900 del millennio trascorso. Protagonista è Gianni Nazzaro tornato sul palcoscenico con “Penso che un sogno così...”. Lo spettacolo, una vera fantasia musicale teatrale, è scritto da Enzo Avolio – che ne cura anche la regia – assieme a Daniela Del Moro e Emanuele Giovannini. Musiche e direzione del maestro Pinuccio Pirazzoli. Il debutto è avvenuto giovedì 8 marzo al Teatro Greco a Roma. Attraverso riflessioni estemporanee, aneddoti e brevi monologhi Gianni Nazzaro, ripercorre la sua storia di uomo evocando personaggi del mondo musicale e i suoi affetti più cari, tra cui Domenico Modugno, modello ispiratore, insieme al suo papà Erminio Nazzaro, la sua compagna Nada, le sue mete professionali. Al fianco di Gianni Nazzaro in scena c'è Francesca Traversa nei panni di Memory: è la memoria che si incarna e si fa personaggio, dialogando con il protagonista e che lo aiuta a poco a poco a vincere quella paura che lo attanaglia di dimenticare la parte quando il sipario si apre ed il teatro è pieno. Ed è proprio così che questo viaggio nel tempo inizia… |
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"Un diacono, percorsi di lettura del Seppellimento di Santa Lucia" L’opera siracusana del Caravaggio, per molti suoi aspetti rimane da scoprire. Pur misconosciuto che sia, il quadro è un vero e proprio capolavoro, un capolavoro fra quelli di un genio della pittura le cui tele non sono sempre di comprensione facile. Già, la stessa strutturazione del dipinto siracusano invita lo spettatore ad entrare nell'argomento, quasi a partecipare in persona alla scena. Per penetrare più avanti il dramma al di là della sua indispensabile descrizione fattuale e tentare di evidenziarne tutto il simbolismo, l'autore propone alcuni suoi propri percorsi di lettura. Quello di Jean Luc Roux non è lo sguardo di uno studioso o di un docente universitario. Le sue riflessioni sono quelle di un Amateur d'Art che senza trascurare in nulla le ricerche degli specialisti, alle quali sempre appoggia le sue deduzioni, conserva la propria libertà di fare sue o no le conclusioni altrui. Riferendosi alla tradizione cristiana di concetto del martirio come all'ambito religioso della riforma cattolica di quei primi del '600 sviluppa la stupendissima interpretazione religiosa, anzi teologica del quadro. Ma non si limita a questo procedimento logico. Propone al grande pubblico di risituare l'opera nei travagli della vita di un artista che fra meno di due anni non sarà più. In questo percorso che qualifica “intimamente caravaggesco”, invece di ribadire la tradizionale immagine finta di un Caravaggio maledetto, mostra l'uomo Michelangelo Merisi tale che è: un intellettuale che a Siracusa frequenta i ceti più dotti della città aretusea come già soleva farlo a Roma sotto la protezione dei più potenti; un Merisi religioso fino al mistico che conscio della prossimità della propria fine ma ancora avido di riconoscenza aspetta frettoloso la grazia papale per poter tornare degno nell'Urbe prima dell'esito. Sotto la penna novatrice dello scrittore scopriamo un Merisi che mentre sconvolge profondamente il proprio dipingere non manca di scegliere per sé una via di Redenzione tramite l'opportunità di un'opera di commissione; un'opera che si appropria a tale punto di sovrapporre a concetti intendibili -più o meno- da ognuno una forma di rappresentazione del tutto personale che fa risalire all'alba della sua vita; un Merisi insomma che colpito dall'illuminazione luciana fa opera luminosa ed illuminante, fa opera Siracusana. # |
Gli Uccelli di Aristofane per la prima volta al Teatro Greco Il terzo titolo in cartellone per il XLVIII ciclo di Spettacoli classici della Fondazione Inda andrà in scena ogni lunedì sino al 30 giugno, allungando così la stagione di 13 repliche. Uno spettacolo fiabesco e musicale firmato dalla regista Roberta Torre, che si è cimentata per la prima volta con il palco del Teatro greco di Siracusa. Con la traduzione di Alessandro Grilli, che ha saputo cogliere il senso di eterna attualità di Aristofane e la comicità sagace del testo teatrale, Gli Uccelli hanno saputo coinvolgere il pubblico che ha spesso applaudito nel corso dello spettacolo. Protagonisti della commedia in scena anche la musica di Enrico Melozzi e i costumi di Roberto Crea, esaltati soprattutto nelle parti corali con le coreografie di Dario La Ferla. Sul palco gli attori Mauro Avogadro (Pisetero), protagonista dell’opera, con Sergio Mancinelli suo fido compagno Evelpide. E ancora, l’Upupa-Trace impersonato da Rocco Castrocielo e una schiera di dei e personaggi che hanno appassionato e divertito il pubblico.Splendido il coro degli uccelli composto dagli allievi dell’Accademia del teatro antico della Fondazione Inda.# |
Alle radici della protesta dei Forconi ![]() “E’ tutto il sistema che è diventato una sorta di vischiosa melassa indistinta. Noi non ci stiamo: per la prima volta il 16 gennaio è suonata questa sveglia. Molti si sono alzati, forse non tutti. Ma questa sveglia, c’è da starne certi, suonerà ancora”. In questo modo Mariano Ferro, leader del Movimento dei Forconi, alla vigilia della nuova protesta annunciata per martedì prossimo a Palermo, ha raccontato lo spirito della mobilitazione che a gennaio per cinque giorni ha messo in ginocchio la Sicilia, in “16 gennaio 2012. Alle radici della protesta dei Forconi” il libro in formato elettronico scritto dal giornalista siracusano Aldo Mantineo per Melino Nerella Edizioni, in distribuzione da lunedì 5 marzo solo sul web sul sito della casa editrice, Sezione E Shop www.melinonerella.it # |
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